Agosto 2025.
Sono le 8 del mattino e mi sveglio per la terza volta quella settimana a quest’ora.
Io. Quello che per mesi si è svegliato alle 4.
Guardo il soffitto e penso: “Ok Lù, che cosa sta succedendo?”
Non riuscivo più a studiare per più di un’ora e mezza.
Gli allenamenti? Ne facevo uno su due, quando andava bene.
E la cosa peggiore?
Che mi sentivo perso.
Come se avessi mollato la presa su tutto quello che mi rendeva me stesso.
Poi è arrivato ottobre, e con lui l’università.
Computer Engineering & AI. In inglese.
Una scelta che avevo ponderato per un anno intero, non una di quelle decisioni impulsive tipo “ah, mi iscrivo anche io perché lo fanno tutti dopo il diploma”.
E lì ho capito una cosa:
Come ricominciare nella vita non significa cancellare tutto e ripartire da zero.
Significa fare un lavoro di introspezione, capire qual è quel 20% che ti porta all’80% dei risultati, e ricostruire da lì.
Non servono grandi eventi per ricominciare.
A volte basta una mattina in cui scegli di rifare la tua routine, anche se in piccolo.
Agosto e settembre sono stati due mesi che qualsiasi guru della crescita personale avrebbe additato come “improduttivi”.
Invece?
Sono stati i mesi in cui ho imparato la resilienza vera.
Quella che non urla “spacca tutto”, ma sussurra “riparti da te, anche in piccolo, fino a ritrovare il tuo equilibrio”.
E adesso?
Sono in una fase di costruzione. Di serenità. Di fiducia nel processo.
Sento che sta per arrivare qualcosa di grande, ma nel frattempo ho imparato a godermi il percorso.
Se anche tu ti senti perso, se hai mollato qualcosa, se hai perso la motivazione o stai per avere un nuovo inizio e non sai da dove partire…
Questo articolo è per te.
Lasciare Andare per Ricostruire

Prima di costruire, devi fare spazio.
Sembra ovvio, ma nessuno te lo dice davvero.
Non puoi riempire una tazza già piena. E non puoi costruire su fondamenta vecchie.
Ad aprile ho lasciato la mia palestra di boxe.
Il mio maestro non credeva in me. Non voleva farmi combattere.
Per un mese intero mi sono sentito perso. Temevo di aver perso la passione per il pugilato.
Poi ho capito: non era la passione che se n’era andata. Era quell’ambiente che me la stava togliendo.
E lì è scattato qualcosa.
Mi sono detto:
“Lù, non puoi abbandonare il tuo sogno. Tra 60 anni non voglio maledire il me di adesso perché non ha creduto abbastanza.”
Ho capito che il fuoco c’era ancora. E che potevo dare molto di più.
Così mi sono preso sei mesi.
Da aprile a ora.
Per capirmi. Per ricostruirmi e allenarmi da solo senza bisogno di permessi o validazioni esterne.
Lasciare andare non è mollare. È fare spazio al nuovo.
E questo vale per tutto:
- Vecchie abitudini che ti zavorrano (tipo scrollare Instagram appena sveglio invece di fare journaling).
- Persone che ti tolgono energia invece di dartela.
- Versioni di te stesso che non funzionano più (tipo il me che doveva “spaccare tutto subito” e finiva solo per bruciarsi).
Come dice Naval Ravikant:
“Se non riesci a decidere, la risposta è no.”
– Naval Ravikant
Se una cosa, una persona, un’abitudine non ti fa stare bene, lasciala andare.
Non serve un motivo drammatico. Basta rendersi conto che non serve più al tuo percorso.
E sì, fa paura.
Perché lasciare andare significa accettare che qualcosa è finito, e ricominciare senza certezze.
Ma è l’unico modo per costruire davvero.
Le Nuove Basi: Routine, Calma e Fiducia

Ok, hai fatto spazio. E adesso?
Adesso costruisci le nuove basi.
E qui entra in gioco la routine.
Non quella tossica tipo “sveglia alle 4, hustle 24/7, dormi quando sei morto”.
Ma quella consapevole. Quella che ti dà struttura senza schiacciarti.
La Mia Routine Prima (Il Caos)
- Sveglia alle 7-8 (quando andava bene).
- Allenamenti? Uno su due, fatto male e senza voglia.
- Studiare? Forse un’ora e mezza, con il cervello annebbiato.
- Sera: senso di colpa per non aver fatto abbastanza.
Risultato? Ansia, frustrazione, e la sensazione di essere sempre indietro.
La Mia Routine Ora (L’Equilibrio)
- Sveglia alle 4:30.
- Prima cosa: journaling minimalista e meditazione
- Studio e lavoro: 6-7 ore piene, senza distrazioni.
- Allenamenti: pugilato + corsa/calisthenics. Entrambi 6 volte a settimana.
- Passeggiata pomeridiana per staccare.
- Sera: rileggo il giorno, preparo quello dopo, dormo tranquillo.
La differenza?
Non è nella quantità. È nella presenza.
Prima facevo tanto, ma male. Ero lì con il corpo, ma la testa era altrove.
Ora faccio meno cose, ma quelle giuste. E le faccio bene.
E sai qual è stata la mia ancora in tutto questo?
Il journaling.
3 cose per cui sono grato. 3 task prioritari.
Sembra banale, ma quella piccola abitudine mi ha salvato nei giorni peggiori.
Perché ti costringe a fare due cose:
- Essere grato (anche quando tutto fa schifo, c’è sempre qualcosa di buono).
- Avere focus (invece di disperdere energie, sai esattamente cosa conta oggi).
La Disciplina Morbida
C’è un concetto che ho scoperto in questo periodo: la disciplina morbida.
Non è “spacca tutto senza pietà”.
È “lavora duro, ma con equilibrio e rispetto per i tuoi tempi”.
Perché la verità è che puoi essere disciplinato senza distruggerti.
Puoi essere ambizioso senza vivere nell’ansia costante.
Puoi costruire qualcosa di grande senza sacrificare la tua serenità.
E questa, per me, è stata la vera svolta.
Ora vivo con più calma.
Non perché sono diventato pigro, ma perché ho capito che la serenità è il vero segnale di crescita.
Quando sei sereno, non significa che non stai facendo nulla. Significa che stai facendo le cose giuste, al ritmo giusto.
E questo, cambia tutto.
Ricominciare in Piccolo

Ricominciare fa paura.
Perché nella tua testa pensi: “Devo cambiare tutto. Subito. Altrimenti non conta.”
Spoiler: è una ca***ta.
Ricominciare non significa stravolgere la tua vita in un giorno.
Significa ripartire da piccole azioni quotidiane che contano.
Un esempio?
Quando ho deciso di riprendere in mano la mia vita, non ho fatto la lista dei 47 obiettivi da raggiungere entro Natale.
Ho fatto una cosa semplice:
Ho scelto 3 pilastri non negoziabili.
- Journaling ogni mattina (per rimanere centrato).
- Studiare/lavorare con focus (togliendo il superfluo).
- Allenarmi ogni giorno (anche solo 30 minuti, ma ogni giorno).
Tutto il resto? Poteva aspettare.
E sai una cosa?
Quei tre pilastri mi hanno riportato a galla.
Perché quando ricominci in piccolo, costruisci fiducia.
Ogni giorno che mantieni quelle piccole promesse con te stesso, ti dici:
“Ok, posso farcela.”
E pian piano, quella fiducia cresce.
Il Principio del 20/80
C’è una regola che ho imparato a rispettare: il Principio di Pareto.
Il 20% delle tue azioni produce l’80% dei risultati.
Quindi la domanda è:
Qual è il tuo 20%?
Per me erano quei tre pilastri.
Per te potrebbe essere:
- Tornare a studiare con costanza.
- Parlare con qualcuno che ti ispira.
- Finire quel progetto che hai lasciato a metà.
- Ricominciare ad allenarti (anche solo 30 minuti al giorno).
Non serve fare tutto. Serve fare le cose che contano davvero.
E una volta che hai chiaro qual è il tuo 20%, diventa tutto più semplice.
Perché non ti disperdi più.
Non insegui 100 cose contemporaneamente.
Ti concentri su quelle poche che ti fanno avanzare davvero.
E il resto? Lo lasci andare.
Ricomincia Dalle Piccole Vittorie
Un’altra cosa che ho imparato:
Le piccole vittorie alimentano la motivazione.
Tipo, se ti sei allenato oggi, hai vinto.
Se hai studiato per 2 ore con focus, hai vinto.
Se hai fatto journaling stamattina, hai vinto.
Non aspettare il grande risultato per sentirti soddisfatto.
Celebra i passi intermedi.
Perché sono quelli che ti tengono in gioco quando le cose si fanno dure.
Costruire il Futuro, Non Inseguirlo

Ora parliamo del quadro più grande.
Perché ricominciare non è solo “rifare la routine”.
È costruire il futuro che vuoi, un giorno alla volta.
Per me, questo significa:
- Università: Computer Engineering & AI. Non per il pezzo di carta, ma perché voglio avere le leve giuste per i miei progetti imprenditoriali. Il coding è il comune denominatore di chi genera ricchezza scalabile, e io voglio quelle competenze.
- Boxe: Sto per ricominciare in una nuova palestra competitiva. Sì, fa strano pensare di “ricominciare da zero”, ma so che il fuoco c’è ancora. E questa volta lo faccio nel posto giusto, con le persone giuste.
E la cosa assurda?
Che tutto è connesso.
L’università mi insegna a pensare sistemicamente.
Il blog mi insegna a comunicare e a costruire fiducia.
La boxe mi insegna la resilienza e la disciplina.
Tutto è parte di un unico ecosistema che mi sta portando dove voglio arrivare.
Ma la vera svolta è stata questa:
Ho smesso di inseguire il futuro e ho iniziato a costruirlo.
Prima ero ossessionato dai risultati.
“Come arriverò a X followers?”
“Quando farò il mio primo match da professionista?”
“In che momento guadagnerò X euro?”
E quella mentalità mi stava distruggendo.
Perché vivevo sempre proiettato in avanti, mai nel presente.
Ora?
Ora so che tutto succede per un motivo.
Devo solo godermi il percorso, impegnarmi nel fare le cose giuste, eliminare le distrazioni inutili.
E i risultati arriveranno. I sogni si realizzeranno.
Ma nel frattempo, vivo. Costruisco. Cresco.
Ogni giorno.
Senza ansia. Con fiducia.
Conclusione
Eccoci alla fine.
Se sei arrivato fin qui, probabilmente hai capito una cosa:
Ricominciare non è un evento. È una scelta quotidiana.
Non esiste il giorno perfetto per ricominciare.
Non esiste il momento in cui “tutto è pronto”.
Esiste solo il giorno in cui decidi che questa volta non mollerai a metà.
E sai qual è la parte più bella?
Che non devi stravolgere tutto.
Non devi diventare un’altra persona.
Devi solo fare un passo. Poi un altro. E un altro ancora.
Lasciare andare ciò che non serve.
Costruire nuove basi con calma e disciplina.
Ripartire in piccolo, dalle cose che contano davvero.
E avere fiducia nel processo.
Perché i risultati arrivano. Sempre.
Magari non subito. Ma arrivano.
E quando arrivano, sono solidi. Perché sono costruiti su qualcosa di reale.
Io sono in questa fase adesso.
Sto costruendo, crescendo e ritrovando me stesso.
E tu?
Qual è la prima piccola cosa che farai oggi per ricominciare?
Non serve che sia grande. Basta che sia tua.
Stay focused.
Luca.




